Inoltre, perchè non pensare una segnaletica pubblica non più scritta, ma simbolica, intuitiva? Le principali fermate dell'autobus e metropolitana potrebbero essere contraddistinte da stilizzazioni architettoniche, per esempio; mentre gli uffici dell'ASL potrebbero distinguersi per immagini che richiamino le funzioni a cui sono destinati.
giovedì 10 gennaio 2008
Analfabetismo
Inoltre, perchè non pensare una segnaletica pubblica non più scritta, ma simbolica, intuitiva? Le principali fermate dell'autobus e metropolitana potrebbero essere contraddistinte da stilizzazioni architettoniche, per esempio; mentre gli uffici dell'ASL potrebbero distinguersi per immagini che richiamino le funzioni a cui sono destinati.
L'arresto di Pan Melin
Fonte: PrimaDaNoi
mercoledì 9 gennaio 2008
Istituto per la promozione della salute delle popolazioni migranti
Le funzioni sono:
- svolgere, in conformità alle programmazioni nazionale e regionali, attività di ricerca per la promozione della salute delle popolazioni migranti ed il contrasto delle malattie della povertà;
- elaborare e attuare, direttamente o in rapporto con altri Enti, programmi di formazione professionale, di educazione e comunicazione sanitaria con riferimento agli ambiti istituzionali di attività;
- supportare, in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità e con altre Organizzazioni internazionali, l’organizzazione del trattamento delle malattie della povertà nei Paesi in via di sviluppo attraverso la ricerca clinica ed altri strumenti;
- elaborare piani di ricerca clinica e modelli, anche sperimentali, di gestione dei servizi sanitari specificamente orientati alle problematiche assistenziali emergenti nell’ambito delle malattie della povertà, anche in collaborazione con l’Unione Europea e Organismi dedicati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità;
- istituire una rete delle Organizzazioni italiane, europee e internazionali, pubbliche, del privato sociale e del volontariato che si occupano della promozione della salute delle popolazioni migranti e del contrasto delle malattie della povertà;
- assicurare le attività assistenziali tramite le seguenti strutture: a) sede nazionale, in Roma, in via di San Gallicano 25/a; centri regionali (per il Lazio, la Struttura di Medicina Preventiva delle Migrazioni, del Turismo e di Dermatologia Tropicale dell'IRCCS Istituto Dermosifilopatico Santa Maria e San Gallicano di Roma; per la Puglia, parte dell'Azienda Ospedaliera Civile "Tatarella" di Cerignola (FG); per la Sicilia, parte dell'Azienda Ospedaliera San Giovanni di Dio di Agrigento).
Prostituta cinese accusata di violenza sessuale
La donna è senza documenti d'identità nè permesso di soggiorno, condizioni che ne potrebbero attestare lo sfruttamento e, dunque, la fragilità.
Fonte: VareseNews
Svolta per l'utilizzo della pillola RU486
L'Agenzia italiana del farmaco (AIFA) sta ultimando l'iter di AIC. Il Ministro Turco ha dichiarato che secondo l'AIFA, "la registrazione, la commercializzazione e l'impiego della Ru486 risultano compatibili e coerenti con la legge 194 e non hanno di per sé effetto induttivo o facilitante delle procedure abortive. Infatti la pillola sarà autorizzata per l'impiego esclusivamente in ospedale, secondo le procedure e le modalità previste dalla 194".
Nel frattempo il Ministro della Salute a richiesto al Consiglio superiore di sanità di esprimere un parere sulle modalità di impiego del farmaco RU486.
Fonti: Androkonos, Istituto superiore di sanità
Appello per la salute degli immigrati
L'appello è stato pubblicato ieri sul Redattore Sociale.
ROMA - Un gruppo di associazioni che si occupano di immigrazione ed esperti, con il supporto giuridico dell'Asgi, si rivolge ai ministri della Salute, dell’Interno, della Solidarietà sociale, per le Pari opportunità e per la Famiglia, per sollecitare l’intervento immediato del governo affinché risolva il grave problema dell’esclusione dall’assistenza sanitaria di alcune categorie di cittadini comunitari. Lo fa con una proposta di lettera da inviare appunto agli esponenti del governo, ora all'esame delle associziazioni per adesioni e modifiche.
"Ci riferiamo - si legge nella bozza della lettera -, in primo luogo, all’accesso alle cure essenziali e alle prestazioni concernenti la tutela della gravidanza e della maternità e l’interruzione volontaria di gravidanza per i cittadini comunitari di fatto soggiornanti in Italia ma privi dei requisiti che integrano il diritto di soggiorno (inserimento lavorativo, o titolarità di risorse sufficienti e di assicurazione sanitaria). In secondo luogo, chiediamo che venga affrontata la problematica dell’esclusione dall’iscrizione al Servizio sanitario nazionale per alcune categorie di cittadini comunitari che, pur essendo privi dei requisiti che integrano il diritto di soggiorno, sono meritevoli di particolari tutele (tra cui i minori, le donne incinta o puerpere, le vittime di tratta o grave sfruttamento), nonché per alcune categorie di cittadini comunitari titolari del diritto di soggiorno che tuttavia, in base alle disposizioni diramate dal Ministero della Salute in applicazione del D. Lgs. 30/2007, non sono ammessi all'iscrizione al Ssn”.
Secondo le associazioni, “la situazione attuale sta producendo conseguenze molto gravi in termini di tutela della salute individuale, in particolare per coloro che necessitano di cure essenziali (anche a carattere continuativo), benché non strettamente urgenti; le donne che necessitano di prestazioni relative alla tutela della gravidanza e della maternità o all’interruzione di gravidanza. A questo proposito si segnala un rilevante rischio di aumento del ricorso ad aborti clandestini da parte delle donne che non dispongono delle risorse necessarie. Penalizzati anche i minori, sia alla nascita (per la mancata tutela della maternità di cui sopra) sia successivamente. Si rileva inoltre come il mancato accesso all’assistenza sanitaria implichi conseguenze negative anche a livello di tutela della salute pubblica (si pensi ad esempio alle vaccinazioni e alla profilassi e cura delle malattie infettive)”.
“Il trattamento deteriore del cittadino comunitario rispetto al cittadino extracomunitario – prosegue la lettera - oltre a rappresentare un’irragionevole disparità di trattamento in violazione del principio di non discriminazione sancito dall’art. 3 della nostra Costituzione, si pone in aperto contrasto con l’art. 1, comma 2, del Testo Unico sull’immigrazione”.
La seconda richiesta delle associazioni riguarda l’iscrizione al Servizio sanitario nazionale. “Fino all'entrata in vigore del D. Lgs. 30/2007, tutti i cittadini comunitari regolarmente soggiornanti in Italia erano iscritti al Ssn, in base al Decreto del Ministro della Sanità 18.3.1999. La Circolare del Ministero della Salute 3.8.2007, emanata a seguito dell'entrata in vigore del D. Lgs. 30/2007, ha disposto che siano o restino iscritti al Servizio sanitario nazionale solo i cittadini comunitari soggiornanti per un periodo superiore ai tre mesi che siano lavoratori subordinati o autonomi in Italia, in possesso di contratto di lavoro o dei documenti necessari per lo svolgimento di attività autonoma; familiari di lavoratore comunitario o di cittadino italiano; disoccupati iscritti nelle liste di collocamento o ad un corso di formazione professionale, che abbiano già esercitato un lavoro in Italia e siano già iscritti al Ssn; in possesso di attestazione di diritto di soggiorno permanente; titolari di specifici formulari comunitari”.
Quindi, in conclusione, si chiede che sia immediatamente assicurato ai cittadini comunitari l’accesso alle cure ambulatoriali e ospedaliere urgenti o comunque essenziali, ancorché continuative, nonché ai programmi di medicina preventiva, con particolare attenzione alla tutela della gravidanza e della maternità, alla tutela della salute del minore e alla prevenzione e cura delle malattie infettive, garantendo l’erogazione delle prestazioni senza oneri a carico dei richiedenti qualora privi di risorse economiche sufficienti, salvo le quote di partecipazione alla spesa a parità con i cittadini italiani.
E ancora che sia prevista l’iscrizione obbligatoria e gratuita al Servizio Sanitario Nazionale, indipendentemente dal possesso dei requisiti che integrano il diritto di soggiorno per periodi di durata superiore a tre mesi per tutti i minori (accompagnati o non accompagnati); per le vittime di tratta e grave sfruttamento inserite nei programmi di assistenza e integrazione; per le altre categorie di cittadini non allontanabili; persone per le quali sussistano motivi umanitari; donne incinte o puerpere o mariti conviventi; genitori autorizzati al soggiorno dal Tribunale per i minorenni per gravi motivi connessi con lo sviluppo psicofisico del figlio minore presente in Italia. Che sia prevista l'iscrizione obbligatoria e gratuita al SSN per il lavoratore comunitario in cerca di prima occupazione. Sia prevista l’iscrizione volontaria al Ssn per tutte le categorie di cittadini comunitari titolari del diritto di soggiorno per periodi superiori a tre mesi per i quali non vige l’obbligo di iscrizione al Ssn”.
L’Asgi chiede alle associazioni che si occupano di immigrazione di aderire all’appello entro lunedì 14 gennaio, inviando l'adesione alla segreteria: info@asgi.it. Entro domani saranno accolte proposte di modifica o integrazione da inviare a elena.rozzi@gmail.com.
martedì 8 gennaio 2008
Alimentazione e salute delle immigrate cinesi in Spagna
Innanzitutto si rileva una omogeneità della popolazione immigrata cinese quanto a età: tutte si trovano in età lavorativa e riproduttiva e tutte hanno un livello culturale medio. A livello biologico, le donne cinesi emigrate presentano una massa grassa più grande in rapporto all'indice di massa corporea; la distribuzione della massa grassa nella zona addominale è indice di possibili complicazioni cardiovascolari. Ciò può essere attribuito al maggiore consumo di latticini rispetto al paese di origine e dalla leggera riduzione del riso a favore di altri tipi di carboidrati. Tale consumo, ad ogni modo, viene ben bilanciato da un'elevata fruizione di verdure, cereali e frutta.
Meritevoli di attenzione sono i cambiamenti che interessano la salute sessuale delle donne: dopo l'emigrazione, il ciclo diventa irregolare (nel 27,5% delle donne in Cina, nel 36,4% in Spagna) e doloroso (nel 45,1% delle donne in Cina, nel 59,2 in Spagna). Inoltre, viene fatto un uso maggiore dei metodi anticoncezionali (nel 55,2% delle donne in Cina, nel 62,1% in Spagna). Tra i sistemi, la spirale resta la più utilizzata (79%), seguito dal preservativo (16%) e dalla pillola (5%).
Infine è doveroso sottolineare come la permanenza in Spagna induca le donne di origine cinese all'uso di tabacco e alcol. Mentre in Cina nessuna donna del campione studiato faceva uso di queste sostanze, in Spagna, entro 5 anni di soggiorno, è il 3,1% dei soggetti che fuma e il 6,3% che beve. Oltre i 5 anni di soggiorno nel paese mediterraneo, le donne che consumano tabacco sono il 40%, mentre quelle che consumano alcol sono il 41,1%.
lunedì 7 gennaio 2008
Campagna per il vaccino contro l'HPV
Valle d'Aosta e Basilicata hanno già avviato la campagna, avvalendosi di fondi propri. Per ora le destinatarie sono le bambine al di sotto dei 12 anni perchè il vaccino è massimamente efficace negli individui che non hanno avuto rapporti sessuali. Sarà possibile vaccinarsi anche in età successive, al fine di aumentare la protezione della popolazione contro il carcinoma. La durata dell'efficacia del vaccino è stata valutata intorno ai 5-6 anni.
Finora sono stati immessi nel mercato due tipi di vaccino: il primo, Cervarix, prodotto da GlaxoSmithCline, inibisce due ceppi di papilloma, il 16 e il 17, responsabili nel 70% dei casi del tumore; il secondo, Gardasil, prodotto da Merck, include anche una protezione contro i condilomi. E' probabile che le case farmaceutiche avviino ricerche con lo scopo di individuare vaccini per altri ceppi di papilloma e conquistare fette maggiori di mercato.
Contro il tumore alla cervice, comunque, il pap test risulta sempre il migliore strumento, poichè individua tutti i ceppi del virus.
Questioni spinose si pongono a proposito della riluttanza da parte di certi espontenti cattolici (in particolare il Centro di Bioetica dell'Università Cattolica di Roma), secondo i quali il vaccino favorirebbe la promiscuità sessuale. Inoltre, poichè non si tratta di una vaccinazione obbligatoria, come risolvere le divergenze di volontà tra i genitori e i figli minorenni?
Fonti: Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna, Corriere della Sera
sabato 5 gennaio 2008
Prostituzione indoor a Varese e Legnano
Fonte: VareseNews
Aggiornamento del 07/01
Questo fenomeno, verificatosi anche in altri casi di perquisizione da parte delle forze dell'ordine degli appartamenti a luci rosse, testimonia quanto per la popolazione cinese la corruzione sia "normale" e costituisca quasi un percorso obbligato per emigrare dal proprio paese.
Fonte: VareseNews
venerdì 4 gennaio 2008
Allontanamento per motivi imperativi di pubblica sicurezza
- l'atto di espulsione viene preso in esame da un tribunale ordinario (non più dal giudice di pace);
- viene specificato che il provvedimento di allontanamento "non può essere motivato da ragioni estranee al comportamento individuale" (si evitano, in questo modo, provvedimenti di carattere collettivo o a danno del familiare del cittadino dell'Unione Europea).
Tra gli esperti permangono gravi riserve sulla disposizione in base alla quale è il prefetto del luogo di dimora o di residenza del cittadino dell'Unione Europea.
In base al nuovo decreto, inoltre, il cittadino europeo al quale sia scaduto il permesso di soggiorno e che sia stato destinatario di un provvedimento formale di allontanamento viene recluso per un periodo fino a 3 anni e poi espluso (il Ministro dell'Interno dovrà emanare, entro febbraio, un decreto che specifichi le modalità con cui il cittadino europeo non in regola possa presentare una dichiarazione di presenza presso la Questura).
Maggiormente stringente è aprimenti la disposizione per cui non basta più che il cittadino risieda in Italia con risorse economiche sufficienti, ma è necessario dimostrare che tali proventi derivano da fonti lecite.
Gli esperti sottolineano, infine, come una politica tanto severa sulle espulsioni necessiti del sostegno di accordi di riammissione, per i quali, però, il Governo ha staziato 10,4 milioni di euro, il 16% in meno rispetto al 2006.
Fonti: il Sole 24 ore, Melting Pot