mercoledì 23 luglio 2008

Fermo: infiltrazioni criminali

Due appartamenti a luci rosse sono stati scoperti a Lido Tre Archi e a Casabianca di Fermo. I locali erano stati presi regolarmente in affitto da un clan proveniente dal Nord Italia che poi vi faceva prostituire tre ragazze cinesi. I clienti pagavano da 20 euro per un massaggio fino a 70 euro per una prestazione sessuale. L'attività, in corso da maggio, fruttava agli sfruttatori circa 500 euro al giorno. Tre cinesi, due donne di 25 e 30, e un uomo di circa 40, tutti in regola con il permesso di soggiorno, sono accusati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Da successivi controlli, infatti, una delle ragazze è risultata clandestina ed è stata espulsa.

Fonte: Il Resto del Carlino




lunedì 21 luglio 2008

Porto Recanati: una baracca per due donne

A Santa Maria in Potenza, una donna italiana e una cinese avevano costruito con le proprie mani una baracca con tre materassi dove praticavano il meretricio. Sono state scoperte perchè la prima ha tentato di rubare il portafogli ad un cliente ed ha attirato l'attenzione dei carabinieri, che erano in perlustrazione della zona litoranea. La sua compagna, clandestina, è stata colpita dal provvedimento di espulsione.
In questo caso è interessante che un'immigrata cinese, evidentemente sganciata dal racket della propria etnia, abbia creato un "sodalizio" con una cittadina italiana, segno, tra l'altro, di una parziale "integrazione" della donna, per la cui determinazione ha prevalso l'appartenenza ad una "categoria professionale" piuttosto che a una nazionalità.

Fonte: Il Resto del Carlino

venerdì 18 luglio 2008

Rimini: la nuova prostituzione

Un modo discreto - in pieno stile cinese - di adescare i clienti: distribuire biglietti da visita lungo la spiaggia. La scusa è quella del massaggio. Al termine del servizio, il numero di telefono, senza nome, viene lasciato sotto l'ombrellone. O, in alternativa, una frase sussurrata all'orecchio, "continuiamo in una stanza privata". Tra tutte le ragazze cinesi che offrono massaggi lungo la spiaggia, poche sono quelle che si spingono tanto in là. Dimostrazione, comunque, della versatilità della prostituzione cinese.


Fonte: Il Resto del Carlino

martedì 15 luglio 2008

Un ddl schizofrenico

Venerdì il Consiglio dei Ministri esaminerà lo schema di disegno di legge proposto dai ministeri dell'Interno e delle Pari opportunità.

I punti della legge sono quattro:
  1. la prostituzione è vietata nei luoghi pubblici (qualsiasi) e in quelli aperti al pubblico (anche night). La sanzione prevista - valida sia per la prostituta, sia per il cliente - è una multa che varia dai 200 ai 3mila euro. In caso di reiterazione, la sanzione si trasforma in un arresto dai 5 ai 15 giorni e un'ammenda da 200 a mille euro. La spiegazione al provvedimento è che la prostituzione rappresenta un "allarme sociale". Chi affitta a prostitute a prezzi superiori a quelli di mercato è punito con l'arresto da due a sei anni e la multa da 250 a 10mila euro. E' fatta salva la protezione sociale di chi è costretta a prostituirsi. Abolito il reato di favoreggiamento della prostituzione;
  2. i condomini possono chiedere e ottenere provvedimenti d'urgenza contro «turbative create dalla prostituzione» e approvare delibere condominiali anti-squillo;
  3. chi compie atti sessuali con un minore tra 14 e 18 anni in cambio di denaro «o altra utilità anche non economica» viene recluso da sei mesi a tre anni e paga una multa non inferiore a seimila euro. Inoltre i minorenni stranieri privi di persone che esercitino la potestà genitoriale in Italia verranno riconsegnati alle autorità nazionali attraverso la proceduta del rimpatrio assistito (articolo 33, comma 2-bis, decreto legislativo 286/98);
  4. in caso di associazione per deliquere, le sanzioni vengono aumentate fino a due terzi per promotori e organizzatori e da un terzo a metà per gli altri partecipanti.
Bene l'abolizione del reato di favoreggiamento, che d'altra parte era diventato desueto, se si fa eccezione degli affittuari degli appartamenti. Da questo punto di vista, tuttavia, la legge ha definito un'altra fattispecie di reato. Sembra che i politici abbiano l'obiettivo di "nascondere" la prostituzione e di relegarla tra le mura di casa (l'adozione di affitti a prezzi di mercato faciliterebbe questo processo). In questo senso, la possibilità per i condomini di bandire le prostitute rischia di alterare questo obiettivo: si creeranno dei ghetti privi di controllo, le prostitute saranno messe nella condizione di usufruire di affitti in aree in cui già domina l'illegalità e la violenza è all'ordine del giorno. In poche parole, si allontana la prospettiva di un'inclusione sociale e di una soluzione del problema.

domenica 13 luglio 2008

Imprenditoria cinese


Gestiva un piccolo giro di prostituzione nel Cesenate, che gli consentiva di vivere comodamente e senza problemi economici. Il "business", però, si è bruscamente interrotto per Liang Jixiang, cittadino cinese 45enne da tempo residente a Gatteo e ufficialmente noto come operaio, arrestato dalla Squadra Mobile di Forlì su ordinanza del pm Michele Leoni. L'uomo aveva preso in affitto due appartamenti in zona stadio a Cesena e vi faceva prostituire tre donne, tra cui la moglie.
Oltre alla consorte 40enne, anch'ella di nazionalità cinese, nei due locali vendevano il proprio corpo anche due ragazze, una delle quali risultata non in regola con il permesso di soggiorno. Un dettaglio di poco conto, questo, per i clienti delle tre prostitute, che venivano attirati con annunci su riviste e mezzi d'informazione locale.
Numerosi erano i clienti delle due ‘case chiuse', prevalentemente di nazionalità italiana ma anche stranieri. Un giro d'affari piuttosto ampio se si considera che ogni prestazione veniva fornita ad un costo di 60 euro, una cifra ritenuta ‘concorrenziale' sul mercato del sesso a pagamento.
Il cinese che gestiva il giro di prostituzione è stato arrestato venerdì a Senigallia, in provincia di Ancona, mentre stava per prendere in affitto un altro appartamento, gli inquirenti ritengono per ampliare la propria attività.
La polizia ha anche sequestarto 1.600 euro in contanti, un'agenda telefonica ricca di numeri di telefoni e appunti, materiale utile agli inquirenti per appurare fino in fondo l'entità del ‘giro'. A testimoniare la possibilità che la vicenda possa assumere dimensioni più ampie, il ritrovamento di alcuni biglietti ferroviari riferiti a La Spezia, Bologna e Cesena. L'ipotesi, dunque, è che quello scoperto a Cesena possa essere solo un punto di una rete ben più vasta.


Fonte: RomagnaOggi

lunedì 30 giugno 2008

Cuneo: giro di prostituzione cinese

Due alloggi sono stati sequestrati e una maitresse arrestata a Cuneo.
La Polizia Tributaria della Guardia di Finanza ha svolto le indagini a partire dai numeri di telefono che apparivano sugli annunci pubblicati sui giornali e on-line. Messi sotto intercettazione i clienti, li hanno convocati e interrogati. Le investigazioni sono durate 5 mesi.
Uno dei due appartamenti, nominalmente un centro benessere, era intestato a e gestito da una donna cinese, arrestata con l'accusa di sfruttamento della prostituzione. L'altro appartamento era affittato dall'uomo accusato dell'omicidio della prostituta cinese perpetrato a Milano qualche settimana fae attualmente detenuto a San Vittore. I due immobili erano collegati da un via vai di ragazze cinesi che si sposatavano da uno all'altro e che sono state espulse perchè irregolari.
Sembra che nel giro siano coinvolte altre due donne cinesi e un italiano.
I proventi dei giro sono stati versati su ben 4 conti correnti.

Fonte: CuneoCronaca.it

lunedì 23 giugno 2008

Empoli: coppia italo-cinese sfrutta ragazza

Un italiano di 37 anni e' stato denunciato dai carabinieri di Empoli per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. L'uomo aveva allestito una casa d'appuntamenti nel centro cittadino, in via Ridolfi, dove insieme ad una cinese, ancora da identificare, aveva avviato alla prostituzione una giovane clandestina, sua connazionale. I carabinieri hanno scoperto anche un tariffario per cui su ogni 50 euro ricevuti dalla giovane prostituta, 30 dovevano essere versati all'italiano e alla sua complice. L'appartamento e' stato sequestrato, mentre la prostituta, come clandestina, sara' espulsa dal territorio nazionale


Fonte: Toscana TV


venerdì 20 giugno 2008

Roma: la clandestinità non ha quartiere

Era clandestina la 45enne, di nazionalità cinese, sottoposta ad arresto per aver violato la legge sull'immigrazione. Esercitava l'attività di prostituta, che - per le relazioni pubbliche che comporta - non l'ha certo protetta dall'incursione dei carabinieri.

In base al decreto sicurezza recentemente approvato, è stata denunciata la coppia di romani che avevano dato in affitto il locale alla donna.

Fonte: ParmaOK.it

giovedì 12 giugno 2008

Emilia Romagna: l'imprenditoria sessuale si fa strada

Gestivano tre case di appuntamenti, due a Bologna e una a Reggio Emilia, in cui lavoravano in maniera consenziente sei loro connazionali clandestine. Ma i due cinesi arrestati dalla Squadra Mobile di Bologna si stavano preparando ad aprire altre case in cui far prostituire altre ragazze.

In manette per sfruttamento della prostituzione continuato e in concorso sono finiti un cinese di 51 anni clandestino, Zhan Dong Jin, detto Da Ge che in cinese significa Grande Fratello e Lingzhi Jin, cinese di 45 anni, regolare. L'operazione, coordinata dal pm della Dda di Bologna Elisabetta Melotti, è cominciata verso la fine di gennaio e sarebbe partita dallo spulcio di alcuni annunci in cui venivano pubblicizzate le prestazioni sessuali di ragazze cinesi.

Nel giro di 4 mesi gli agenti hanno individuato le abitazionie i due cinesi che le gestivano. Sei le prostitute identificate, e ora a disposizione dell'ufficio immigrazione, ma secondo gli investigatori erano molte di più. Mediamente ogni casa fruttava 400 euro al giorno: il 40% dell'incasso andava alle ragazze e il resto ai due sfruttatori che gestivano l'attività provvedendo a fornire tutto il necessario alle prostitute.

I due arrestati, ha accertato la Squadra Mobile, non si limitavano a gestire le connazionali, ma usavano anche avviare l'attività di una casa di appuntamenti per poi venderla ad altri aspiranti 'imprenditori' del settore. Un appartamento a luci rosse era chiamato in gergo 'negozio' e poteva fruttare in caso di vendita 6.500 euro. Da Ge stava dietro ai conti mentre la sua socia gestiva le ragazze, firmava i contratti di affitto e metteva gli annunci sui giornali.

Le tre case in loro uso erano una in zona Corticella, una in via Murri e una nei pressi della stazione ferroviaria di Reggio Emilia. La donna viveva in zona Corticella mentre il suo socio abitava a Reggio Emilia. In ogni appartamento vivevano e 'lavoravano' due ragazze. Per far fruttare al meglio l'attività, i due sfruttatori cercavano sistemi per fidelizzare i clienti, tra questi erano previsti pure degli sconti sulle prestazioni.




Fonte: Il Resto del Carlino


La notte a Milano dagli occhi della Santanchè

La Santanché ha trovato la soluzione per la prostituzione in Italia: dopo aver dichiarato che nessuna legge, dall'art. 18 sulla protezione sociale alla Bossi-Fini, è mai stata applicata, la free-rider ha dichiarato che il miglior modo per proteggere le donne vittime di tratta e per evitare i morti delle carrette del Mediterraneo è espellere i clandestini... perchè gli attori del racket saprebbero che "non c'è trippa per gatti".

Confronto tra Santanchè ad Adelina (ex vittima della tratta)

Intervista alla Santanché

Intervista a una lucciola, n°1

Intervista a una lucciola, n° 2