mercoledì 4 giugno 2008

Profilo di uno sfruttatore

Nella mattinata di ieri (20/05/2008), nella città di Milano, personale del Commissariato di P.S. di Ostuni in collaborazione con i colleghi del Commissariato “Garibaldi-Venezia” della Questura di Milano, traeva in arresto il cittadino cinese REN Lianhe (nato a Liaoning- Cina- il 23.01.1968) in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Brindisi – Sezione G.I.P.- per reclutamento, induzione e sfruttamento della prostituzione di più persone. Le indagini hanno avuto inizio alla fine dell’anno 2005 a seguito dell’accertamento della presenza di due donne di nazionalità cinese dedite alla prostituzione all’interno di una abitazione sita in questo centro. Ne nasceva una complessa attività di indagine che permetteva di risalire ad un uomo cinese, poi identificato in Ren Lianhe, il quale aveva la “gestione” delle due donne dedite all’attività di meretricio. Dalle successive operazioni di captazione telefonica, si appurava che il suddetto si attivava per reperire alloggi in questo centro, reclutando cittadine di nazionalità cinese ed inducendole alla prostituzione mediante annunci pubblicati su quotidiani locali e comunque favoriva e sfruttava la prostituzione delle stesse locando per loro conto delle abitazione e percependo una percentuale sui loro proventi illeciti. A seguito di dettagliata informativa di questo Ufficio, corroborata da attività fotografica, video ed osservazione, veniva emessa pertanto nei suoi confronti l’ordinanza di custodia cautelare in carcere del Tribunale di Brindisi. Le operazioni di ricerca sul territorio nazionale, sortivano momentaneamente esito infruttuoso sino alla mattinata di ieri, allorquando, avvalendosi della captazione telefonica, veniva localizzato nella città di Milano intento a reiterare la sua attività criminosa con lo stesso modus operandi. Tempestivamente veniva attivata coordinata attività di Polizia Giudiziaria col personale del Commissariato “Garibaldi-Venezia” della Questura di Milano che permetteva di pervenire all’arresto del predetto, sebbene lo stesso al momento del controllo esibiva falsi documenti di identità tentando di ingannare gli operanti al fine di sfuggire alla cattura. Il REN Lianhe, non nuovo a tale tipologia di reato, già in precedenza è stato attinto da ordinanza di custodia cautelare in carcere e decreto di latitanza del Tribunale di Lecce.
Iniziano ad aumentare - almeno dalle notizia della stampa - i casi di sfruttamento sessuale di donne cinesi da parte di uomini, in controtendenza alla modalità finora riscontrata. Di rilievo il fatto che l'uomo, in questo caso, sia del Liaoning, regione in crisi da cui proviene gran parte delle prostitute cinesi che lavorano in Italia. Sarà necessario rivedere il ruolo della comunità cinese dello Zhejiang, finora sospettati di essere i grandi manovratori di questo traffico?

Fonte: Brundisium.net


venerdì 30 maggio 2008

Varese: favoreggiamento tra coetanee

La polizia varesina ha condotto un'indagine all'interno di un appartamento a luci rosse, scoprendo due giovani ventenni clandestine di nazionalità cinese. Nessun legame apparente con aguzzini. Non è stato sufficiente accusare le due di aver violato le leggi sull'immigrazione: una di loro è stata incriminata di favoreggiamento della prostituzione. Il motivo: nel momento in cui il poliziotto in borghese è penetrato nell'appartamento, una l'ha ricevuto e presentato all'altra, di fatto pronta a consumare il rapporto.

martedì 13 maggio 2008

Massa Carrara: arrestate massaggiatrici cinesi

La prostituzione cinese nella sua forma più tradizionale raggiunge anche Massa Carrara. Qui è stato scoperto un appartamento in cui si prostituivano due donne cinesi, di 45 e 20 anni. Entrambe clandestine, ma legate da un rapporto gerarchico: la più giovane consegnava il denaro ottenuto con le prestazioni alla più vecchia. L'appartamento è risultato intestato a due uomini cinesi.

Fonte: nostalgiatoscana.it

Milano: omicidio di una prostituta cinese

Un cinese è stato fermato, sabato notte, con l'accusa di aver ucciso la prostituta di 46 anni, Li Yang, sua connazionale, trovata morta, strozzata, in un appartamento di via Cagliero, a Milano, lo scorso 5 maggio. Le indagini sono state condotte dalla squadra Mobile della Questura di Milano e coordinate dal pm Letizia Mannella.
L'uomo Junlai Chai, 44 anni, ha confessato davanti al magistrato, che lo ha interrogato nella notte. Si tratterebbe di uno sfruttatore. Secondo la confessione, l'omicidio è avvenuto nella tarda serata del giorno precedente ed è stato l'epilogo di una lite tra i due. L'uomo ha detto di aver litigato per la spesa, «poi ci siamo presi a schiaffi, lei è diventata violenta e io ho perso la testa».
A portare sulle tracce dell'assassino è stato in particolare uno straniero regolare, che però non è un cinese, che aveva instaurato un rapporto sentimentale stretto con la donna. Il cinese fermato già nel 2006 era stato accusato di sfruttamento della prostituzione e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. L'uomo da qualche anno esercitava lo sfruttamento della prostituzione cinese affittando gli appartamenti nei quali far lavorare le prostitute e mettendo avvisi sui giornali con cui si offrivano massaggi a pagamento.


Fonte: Il Tempo



Un cinese è stato fermato, la scorsa notte, con l'accusa di aver ucciso la prostituta di 46 anni, Li Yang, sua connazionale, trovata morta, strozzata, in un appartamento di via Cagliero, a Milano, lo scorso 5 maggio. Le indagini sono state condotte dalla squadra Mobile della Questura di Milano e coordinate dal pm Letizia Mannella. L'uomo ha confessato davanti al magistrato, che lo ha interrogato nel corso della notte. Si tratterebbe di uno sfruttatore.

Il presunto colpevole è Junlai Chai ed ha 44 anni. Secondo la confessione, l'omicidio è avvenuto nella tarda serata del giorno precedente ed è stato l'epilogo di una lite tra i due. L'uomo ha detto di aver litigato per la spesa, «poi ci siamo presi a schiaffi, lei è diventata violenta e io ho perso la testa». A portare sulle tracce dell'assassino inquirenti e investigatori è stato in particolare uno straniero regolare, che però non appartiene alla comunità cinese, che aveva instaurato un rapporto sentimentale stretto con la donna.

Oltre alla testimonianza di questa persona, gli uomini della squadra mobile, guidati da Francesco Messina e coordinati dal pm Letizia Mannella, hanno svolto una serie di accertamenti sul passato della prostituta che esercitava la propria attività in via Teano. Il cinese fermato è destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Verbania nel 2006 per sfruttamento della prostituzione e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Secondo gli accertamenti l'uomo da qualche anno esercitava l'attività di sfruttamento della prostituzione cinese con «le modalità classiche», come ha spiegato Messina, cioè affittando gli appartamenti nei quali far lavorare le prostitute e mettendo avvisi sui giornali con cui si offrivano massaggi a pagamento.

Le indagini, coordinate dal pm milanese Letizia Mannella e condotte dagli agenti della Squadra Mobile, hanno permesso di arrivare all'assassino dopo una serrata attività investigativa di tipo tradizionale: accertamenti sul passato della donna (si prostituiva tra via Tonale e l'abitazione dove è stata assassinata), pedinamenti e interrogatori di chi la conosceva. Tra queste un uomo, uno straniero regolare e senza alcun precedente, che da alcuni mesi aveva un rapporto d'amicizia molto stretto con la vittima e che ha fornito indicazioni preziose.

Indicazioni che hanno portato al fermo del cinese che poi è risultato anche destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata nel 2006 dal gip di Vebania per sfruttamento della prostituzione e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Dagli accertamenti, inoltre, è emerso che Junlai Chai, irregolare, da circa due anni aveva messo in piedi una rete di squillo tra Veneto, Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna: prendeva in affitto appartamenti e offriva massaggi attraverso inserzioni sui giornali «secondo la classica modalità dello sfruttamento della prostituzione cinese», ha spiegato Francesco Messina, capo della Squadra Mobile di Milano.

L'uomo, accusato di omicidio, ieri sera davanti al pm Mannella, dopo le iniziali contestazioni, ha confessato. Ha detto di aver strozzato la donna il giorno prima del suo ritrovamento, cioè la sera del 4 maggio: «Abbiamo litigato - ha detto in sintesi - perchè non le portavo a casa la spesa, poi abbiamo cominciato a prenderci a schiaffi, lei è diventata violenta e io ho perso la testa». E di quella lite violenta, ieri, sulle braccia dello sfruttatore si notavano ancora i segni: i graffi e i solchi lasciati sulla pelle dalle unghie della donna che si sarebbe difesa in modo energico prima di essere strangolata. Secondo il cinese non ci sarebbe stata quindi premeditazione. La sua versione, in particolare sul punto che la discussione era nata per le proteste della vittima che non vedeva soddisfatte le sue necessità, lascia perplessi gli inquirenti e gli investigatori che pensano invece a una questione di tipo economico sorta tra prostituta e sfruttatore. Il pm domani inoltrerà al gip la richiesta di convalida del fermo e di custodia cautelare in carcere.

Fonte: CronacaQui.it



domenica 11 maggio 2008

Milano: il comitato Abruzzi-Piccinni contro le cinesi

Il comitato spontaneo apolitico Abruzzi-Piccinni e vie limitrofe ha redatto un dossier-denuncia che si incentra sulla prostituzione cinese. La pubblicazione del dossier si sovrappone temporalmente all'omicidio di una prostituta cinese in un appartamento nella zona della Stazione centrale. L'evento scatena insicurezza nei cittadini italiani, che vivono a stretto contatto con le donne che prostituiscono in via Piccinni, Monteverdi e Paganini. Ma l'insicurezza riguarda i cittadini milanesi o le clandestine cinesi? Sembra che ai primi infastidisca più la presenza delle lucciole che gli iniqui regolamenti di conti che avvengono al chiuso, dietro le quinte del mondo della prostituzione.
Il comitato riconosce la discrezione e la compostezza delle prime prostitute cinesi, ma poi ne denuncia l'aumento, sottolineando una parallela crescita dei negozi e dei bar cinesi. Ancora una volta, cos'è che sconvolge il comitato? Le prostitute o l'emancipazione della comunità cinese a Milano attraverso l'apertura di attività commerciali? Non è un segreto che l'immigrazione cinese, come quella di tanti altri paesi, ha trovato a Milano un terreno fertile. E' la legge del libero mercato, quella largamente accettata dalla classe politica italiana ed europea, di destra e di sinistra: gli immobili sono in vendita, che li rilevi un italiano o un cinese è questione di disponibilità economica, non di violenza.
E' vero che le donne si prostituiscono sia di giorno sia di notte, ma è difficile capire perchè gli abitanti della zona vogliano che le donne siano arrestate. Viale Abruzzi e dintorni di giorno è affollatissimo e le prostitute che è possibile vedere passando sono due o tre (8, il numero fornito dal comitato, può essere riferito al numero totale delle donne, che si sono avvicendate nel periodo di osservazione). Di notte le cinesi sono quasi invisibili, sono le clandestine che più di tutte rischiano: un viaggio dalla Cina è molto più oneroso che uno dall'Albania. Hanno appartamenti sparsi in tutta la zona, ma agganciano i clienti solo in via Paganini, una piccola traversa di viale Abruzzi. Non sono mai in 15, come afferma il comitato, ma la metà; inoltre sono molto mobili e sfuggenti. Difficile confermare l'ipotesi, avanzata nel dossier, della presenza in strada di minorenni thailandesi, sia per l'assenza di penetrazione tra le due nazionalità, sia per l'alto rischio che ciò comporterebbe per lo sfruttatore (è più verosimile che fenomeni questo genere avvengano al chiuso, all'interno di appartamenti).

Fonte: Cronacaqui.it






venerdì 2 maggio 2008

Forlì: favoreggiamento della prostituzione cinese

Favoreggiamento della prostituzione. E’ questa l’accusa per la quale gli agenti della Polizia faentina hanno arrestato lunedì pomeriggio la cinese Meiling Jin, 43 anni, e Giuseppe Bedeschi, 72. Nel corso dell’attività di polizia giudiziaria, svolta con numerosi servizi di osservazione e pedinamento, si è accertato che a prostituirsi era una quarantenne di nazionalità cinese, presso un bad and breakfast di Faenza, contattata dai clienti tramite inserzioni su quotidiani.

La Meiling si recava presso la struttura quasi quotidianamente, curandone la parte logistica ed appuntamenti con i clienti, venendo accompagnata da casa sua e ritorno dal titolare del bad and breakfast. Le forze dell’ordine, nel corso dell’attività investigativa, hanno accertato che i clienti venivano procacciati mediante la pubblicazione di inserzione sui quotidiani che riportavano un numero di cellulare da utilizzare per gli appuntamenti.

Il pubblico ministero Gianluca Chiapponi ha disposto l’accompagnamento della 43enne presso il carcere di Forlì, mentre per Bedeschi sono stati concessi gli arresti domiciliari. Mercoledì mattina sono stati convalidati gli arresti, disponendo per il 72enne l’interdizione per l’intersezione della professione di albergatore. Per la Meiling, invece, si è imposto l’obbligo di dimora nel Comune di Prato con obbligo di presentazione presso gli uffici della Polizia.

mercoledì 23 aprile 2008

Roma: le lanterne rosse del sesso

E' in corso a Roma l'indagine su un giro di sfruttamento della prostituzione cinese, guidata dal sostituto procuratore Andrea de Gasperis.
Si parla di tratta, dal momento che l'organizzazione criminale che gestisce gli appartamenti e la pubblicizzazione delle prestazioni sembra essere la stessa che recluta le giovani in aree rurali, povere, della Cina. Il giro comprende immobili in tutta la città, è presente in ogni quartiere con almeno un appartamento. Le ragazze vengono continuamente spostate per garantire ai clienti della zona la "novità" di cui vanno in cerca; dopo alcune settimane lo spostamente avviene verso altre città della penisola.
Le condizioni in cui si trovano le clandestine sono restrittive, non possono uscire di casa e vengono mantenute in uno stato di ignoranza rispetto alla lingua italiana e alle risorse del territorio. Sono donne più anziane che le controllano.
Nell'organizzazione sono coinvolti anche cittadini italiani; in particolare questi si occupano di tradurre gli annunci che vengono pubblicati sui giornali locali. Il sostituto procuratore sta sondando la possibilità di arginare la tratta delle cinesi anche attraverso l'accusa alla stampa di favoreggiamento della prostituzione, ma una precedente sentenza della Corte di Cassazione non lascia intraverdere una soluzione in questo senso.
La prostituzione cinese nella capitale si sta espandendo: inizialmente era diffusa solo nel quartiere Esquilino ed era rivolta soprattutto a clienti cinesi, oggi per meno di 50 euro, è a disposizione di tutti.

Fonte: LaRepubblica.it



martedì 22 aprile 2008

Caserta: aggiornamenti

Una cittadina cinese, Qiujie Yang, di 48 anni, con regolare permesso di soggiorno, era in grado di far giungere in Italia, clandestinamente, giovani donne cinesi, che venivano avviate alla prostituzione in diverse case di appuntamento sistemate in diverse città. Il particolare emerge dall'inchiesta che stamani ha portato gli agenti della Squadra mobile di Messina ad eseguire cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere firmate dal gip del tribunale di Messina, Alfredo Sicuro, su richiesta del sostituto procuratore, Stefano Ammendola.

La donna arrestata è residente a Rozzano (Milano), e per gli investigatori sarebbe lei a capo dell'organizzazione. I poliziotti hanno individuato case in cui le ragazze cinesi venivano fatte prostituire, gestite dal gruppo che fa capo a Yang, a Messina, Ferrara, Bergamo, Cremona e Caserta, e poi ancora a Gorizia, Varese, Udine, Sassari, Genova e Treviso.

I cinque indagati per i quali è stata emessa l'ordinanza, avrebbero gestito case d'appuntamento a Sassari, Caserta e Bologna. Oltre a Qiujie Yang, la polizia di Stato ha arrestato: Lin Wang, di 31 anni, domiciliato a Bergamo; Bo Jiang, di 45, domiciliato a Caserta e Alessandro Di Brigida, di 44, abitante a Caserta, e per il quale il gip ha concesso gli arresti domiciliari. E' sfuggito all'arresto ed è ricercato, Xiaoqu Li, di 46 anni, domiciliato a Capriano del Colle (Brescia).

Fonte: Metropolis web


Caserta: aggiornamenti

Scaturisce dall'operazione "Anna" scattata alcuni mesi fa la nuova tranche dell'indagine della Squadra mobile di Messina che ha portato all'arresto di 4 cinesi e di un italiano per un giro di case di appuntamento con prostitute cinesi. Con l'ulteriore attività investigativa, sono state scoperte nuove case di appuntamento a Bologna, Sassari e Caserta. I provvedimenti cautelari siglati dal Gip di Messina, Alfredo Sicuro, hanno raggiunto tre cinesi e un casertano, Alessandro Di Brigida, 43 anni, che ha ottenuto i domiciliari. Di Brigida è accusato solo di favoreggiamento della prostituzione. Un quinto cittadino cinese si è per il momento reso irreperibile ed è ricercato.


Font
e: Caserta Sette


lunedì 21 aprile 2008

Caserta: italiano coinvolto in giro di prostituzione cinese

La squadra mobile di Caserta, diretta dal vice questore Rodolfo Ruperti, e della squadra mobile di Messina ha tratto in arresto Di Brigida Alessandro di anni 44 originario della provincia di Benevento, ma da tempo residente in Caserta.
L’uomo era colpito da ordinanza di custodia cautelare domiciliare emessa dal gip presso il tribunale di Messina, in quanto coinvolto in una complessa indagine sullo sfruttamento della prostituzione di giovanissime cittadine cinesi scaturita a seguito dell’arresto operato nel novembre del decorso anno allorquando personale della mobile di caserta faceva irruzione in un appartamento sito alla via Papa di S.Leucio (CE) ove, a seguito di una serie di servizi di appostamento, era stata individuata una casa di appuntamento.
Da alcuni giorni, gli agenti avevano osservato un insolito andirivieni di clienti, tra i quali professionisti provenienti da Caserta e provincia e addirittura da Napoli, attirati forse dal fatto che a prostituirsi erano due giovani e bellissime cinesi di anni 28. Di volta in volta, all’uscita dall’abitazione i clienti avevano l’amara sorpresa di venire bloccati dalla polizia. Tutti, una volta, accompagnati negli uffici della squadra mobile riferivano di aver letto un’iserzione su un noto quotidiano locale che riportava la scritta “A.A.A.A. S.Leucio vicino Caserta orientale massaggi tutti i giorni” seguiva il numero di cellulare da contattare e al quale ci si poteva rivolgere durante il tragitto per avere informazioni circa la strada da seguire per raggiungere la casa.
L’appartamento risultato di proprietà dei coniugi Di Brigida-Boccia di anni 43, veniva sottoposto a sequestro. All’interno dello stesso venivano rinvenuti alcuni profilattici, un giornale cinese, una confezione di vasellina, fazzolettini ed alimenti di nazionalità cinese. I coniugi, che abitano al piano sottostante all’appartamento adibito a casa di appuntamento e che nessuna comunicazione avevano fatto alla polizia in ordine alla presenza delle due cinesi nell’abitazione, venivano tratti in arresto per favoreggiamento della prostituzione ed ammessi agli arresti domiciliari.
Il procedimento penale da cui scaturisce l’odierno provvedimento restrittivo del tribunale di Messina vede coinvolti il predetto Di Brigida e 4 cinesi, 3 uomini ed una donna, a vario titolo in una vera e propria associazione finalizzata allo struttamento della prostituzione. Nei confronti del Di Brigida, messo agli arresti domiciliari, la sola accusa di aver agevolato l’attività di meretricio locando la propria abitazione.


Fonte: Casera24ore.it