venerdì 25 gennaio 2008

ISMU: XIII rapporto sulle migrazioni

La Fondazione ISMU ha presentato oggi il XIII Rapporto sulle migrazioni.

Emerge che gli stranieri irregolari sono in diminuzione: sono 350mila contro i 4 milioni di regolari. A favorire tale tendenza è stato il decreto flussi del 2006, a seguito del quale i clandestini sono diminuiti del 46.3%.

Gli immigrati costituiscono ormai una parte sostanziale della nostra popolazione - ne rappresentano il 6%; nell'ultimo anno sono aumentati dell'8.7%. Pur avendo mediamente un tasso di fertilità maggiore rispetto a quello degli italiani, si prevede che non riescano a fare fronte all'invecchiamento della popolazione e allo squilibrio previdenziale e sociale che ciò comporta.

E' vero che la criminalità straniera costa allo Stato italiano 7 miliardi di euro, è anche dimostrato che gli immigrati giocano un ruolo fondamentale nell'arricchimento del paese, contribuendo al Pil per l'8.8%. Nel quadro del contrasto alla criminalità, una legislazione che contribuisca a spostare la popolazione immigrata da una condizione di clandestinità e di mancato riconoscimento dell'individuo ad una di godimento dei diritti fondamentali sarebbe decisiva.


Fonti: ImmigrazioneOggi

mercoledì 23 gennaio 2008

Giopà

Si segnala l'apertura a Milano, in via Procaccini 12, l'apertura di Giopà, uno spazio in cui, il mercoledì, il sabato e la domenica, i bambini da 0 a 13 anni possono incontrare i loro papà e passare con loro del tempo di qualità. L'iniziativa, infatti, è volta a ricreare i rapporti tra genitori e figli laddove siano intervenute situazioni di separazione e divorzio.
Il servizio è gratuito e promosso dalla Provincia di Milano.


martedì 22 gennaio 2008

Regolarizzazione del soggiorno: l'attuale situazione legislativa

In occasione del seminario dedicato a "La salute della donna, del bambino e della famiglia straniera, organizzato nell'ambito del master della Caritas in Medicina delle emarginazioni, migrazioni epovertà, l'avvocato Maria Marta Farfan delinea l'attuale quadro legislativo che interessa gli immigrati nel nostro paese.

Si parte dal visto d’ingresso rilasciato dai consolati italiani, che consente tuttavia il solo attraversamento delle frontiere dei paesi dell’area Schengen. A partire dal suo ingresso lo straniero ha a disposizione 8 giorni di tempo per richiedere il permesso di soggiorno, la cui domanda dovrà essere inoltrata alla questura in caso si tratti di motivi di lavoro; allo sportello unico delle Prefetture quando si arriva per motivi familiari, mentre per altre tipologie di soggiorno (così come per i rinnovi) si dovrà procedere con la compilazione telematica. Da questo momento al nuovo arrivato non resta che attendere pazientemente di essere convocato in questura per le foto e le impronte digitali.

Oltre a non poter lavorare regolarmente, in questa fase lo straniero non può accedere a nessuno dei diritti previsti per i soggiornanti in Italia . “Allo stato attuale – ha spiegato la Farfan – sono circa 900 mila i permessi di soggiorno in attesa di rilascio, che comportano un tempo medio di attesa di 5/6 mesi”. Dallo scorso dicembre, con l’introduzione del permesso di soggiorno elettronico (Pse) i tempi si sono infatti enormemente dilatati, acuendo questa situazione di sospensione condivisa peraltro anche da quanti attendono il rinnovo. “Con una recente direttiva il ministero degli Interni ha tentato di ovviare a queste situazioni stabilendo la validità della ricevuta postale quale titolo di accesso al lavoro e ai diritti”, ha reso noto l'avvocato.

Lo stesso vale per chi è in attesa del rinnovo, ma in questo caso si dovrà esibire anche il vecchio permesso di soggiorno. Soltanto dopo cinque anni di regolare soggiorno, il cittadino extracomunitario può accedere ad una condizione giuridica più stabile, garantita dal permesso Ce per soggiornanti di lungo periodo (la vecchia carta di soggiorno), che consente ad esempio di accedere ai servizi e alle prestazioni della previdenza economica socio assistenziale (assistenza sociale, assegno di maternità, invalidità).

Solo se in possesso di un permesso di soggiorno di durata non inferiore ad un anno, il cittadino straniero può chiedere di ricongiungersi con uno o più membri della propria famiglia, vale a dire con il coniuge, i figli minori, maggiorenni a carico e più di recente con i genitori a suo carico. In questo caso dovrà tuttavia dimostrare di esaudire i requisiti di idoneità dell’alloggio – stabiliti dai parametri regionali di edilizia residenziale pubblica – dimostrando di disporre di mezzi di sostentamento necessari al mantenimento della famiglia.

lunedì 21 gennaio 2008

Roma: prostituzione cinese gestita da italiani

C'era un'organizzazione costituita da tre cittadini italiani alle spalle di un giro di prostituzione migrante, costituita in gran parte da donne cinesi.
I tre italiani, accusati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione e di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, gestivano l'affitto degli appartamenti a luci rosse situati nel quartiere San Giovanni di Roma e a Falconara, in provincia di Ancona, per un totale di 6 immobili. L'organizzazione era coperta da una società immobiliare, che emetteva delle ricevute di affitto alle donne che esercitavano la prostituzione all'interno delle abitazioni.
Gli appartamenti erano caratterizzati tutti da elementi comuni: al primo piano o nel seminterrato, in stabili senza portiere, con ingresso indipendente e di facile accesso. Alle donne veniva garantito che non avrebbero avuto problemi con i vicini.
Non è stata accertata la presenza di mediatori stranieri legati in modo più o meno diretto al nucleo dell'associazione.

Fonte: Il Messaggero




sabato 19 gennaio 2008

Ravenna: arrestati tre cinesi

Arrivano in Italia con la speranza di trovare un lavoro onesto ed invece vengono reclutate come delle prostitute. Gli agenti della Squadra Mobile di Ravenna, nel corso di indagini finalizzate a contrastare il fenomeno della “prostituzione indoor”, specialmente quella gestita dalla criminalità cinese, hanno scoperto un appartamento in via Pallavicini a Ravenna dove si prostituiva una donna cinese. Sono tre gli indagati, due uomini ed una donna, tutti cinesi.

Dovranno rispondere dei reati di reati di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione in concorso, e sostituzione di persona. Questo è l’ultimo di una serie di interventi compiuti dalla Squadra Mobile, nei confronti di organizzazioni cinesi che, con la promessa di avviarle a un lavoro onesto e regolare in Italia, reclutano giovani donne per poi immetterle sul mercato della prostituzione.

Fonte: RomagnaOggi.it

venerdì 18 gennaio 2008

Prato: sfruttamento della prostituzione tra connazionali

E' avvenuto un altro arresto a Prato nell'ambito dello sfruttamento della prostituzione cinese. Lo schema si ripete: una donna di 46 anni, regolare in Italia, è stata arrestata per lo sfruttamento di una sua connazionale, 40 anni, priva del permesso di soggiorno e già destinataria di un provvedimento di espulsione.

Fonte: ToscanaTV


giovedì 17 gennaio 2008

SSN: le inadeguatezze rispetto agli immigrati

Il Dipartimento di Scienze Sociali dell'Università di Torino ha condotto una serie di indagini riguardanti il rapporto di immigrati e italiani rispetto ai servizi sanitari.

Da un campione di 600 cittadini è emerso che il 60-70% degli intervistati ha conoscenze all'interno degli ospedali e che tali conoscenze sono "stratificate" a seconda della posizione sociale: gli alto-borghesi sono in contatto coi medici, i borghesi con gli infermieri professionali e gli operai con gli infermieri. L'immigrazione in Italia, essendo recente, non ha portato alla presenza di personale ospedaliero di origine estera; dunque gli immigrati non hanno alcun appiglio all'interno del sistema.

Inoltre, dalle indagini emerge che il SSN funziona su basi universalistiche: è necessario parlare italiano (non vengono fatti investimenti sui mediatori), accettare il cibo che viene servito (non ci sono alternative, ad esempio, al maiale) e sottostare a regole che appartengono alla cultura italiana (per esempio essere visitati da un ginecologo di sesso maschile, in constrasto coi principi dell'Islam).

Permangono tra gli operatori ospedalieri pregiudizi sugli immigrati, i quali vengono etichettati con luoghi comuni (i rumeni sono fastidiosi e criticoni, i marocchini aggressivi e ubriaconi, etc.). E' anche vero che questo accade soprattutto al pronto soccorso, dove i rapporti umani sono più sbrigativi, mentre in maternità vengono ritagliati momenti di comprensione e integrazione.

Infine, emerge l'esigenza di ripristinare un'anagrafe per la tubercolosi, malattia contagiosa debellata in Italia, ma ancora presente nei paesi dell'Africa e dell'Europa dell'Est. Le condizioni di vita degli immigrati - in ambienti umidi e in condivisione con molte altre persone - favoriscono l'emergere della malattia. Rintracciare i portatori di tubercolosi è certamente assai complesso; tuttavia, potrebbe essere diffusa la possibilità di sottoporsi al test Mantoux, soprattutto nei centri di accoglienza, e di curarsi gratuitamente - alla stregua dei servizi di pronto soccorso - anche senza permesso di soggiorno.


Fonte: Redattore sociale


martedì 15 gennaio 2008

Lombardia: consultori pubblici in crisi

Allarmante la situazione dei consultori pubblici in Lombardia. In un anno il personale è diminuito del 8,5%, provocando la limitazione degli orari di apertura e, in alcuni casi, la chiusura. Le prestazioni sono calate del 2,2% e dalla regione hanno ottenuto il 10,5% di finanziamenti in meno, mentre il numero di utenti è sceso del 6,2%.
Parallelamente crescono i consultori privati, la metà dei quali risulta essere cattolica, motivo per cui non sono offerte tutte le prestazioni previste dalla legge 194: si parla non solo di interruzione di gravidanza, ma anche di diffusione dell'uso dei contraccettivi come prevenzione all'aborto.
Nonostante l'aumento dei consultori privati, la Lombardia ha un consultorio (pubblico o privato) ogni 40mila abitanti, meno di quanti ce ne siano in Piemonte, Emilia Romagna, Liguria e Toscana (qui ce n'è uno ogni 20mila abitanti).
La situazione non fa altro che nuocere ai feti, poichè gli operatori, a causa dell'incapacità di stare al ritmo delle richieste, sono costretti a posticipare tutte le interruzioni di gravidanza e a compierle sempre ai limiti di tempo permessi dalla legge 194.

Fonte: Redattore sociale


Giro di vite contro la criminalità nigeriana

E' di questa mattina la notizia dei 66 arresti condotti nel quadro di un'operazione internazionale di polizia contro la tratta di esseri umani originaria della Nigeria.
E' stata la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli a promuovere l'operazione, mentre hanno partecipato la Polizia, i Carabinieri del Ros e la Guardia di Finanza, coordinati dalla Direzione Centrale della Polizia Criminale e da quella dei Servizi Antidroga.
I reati contestati riguardano l'associazione a delinquere di stampo mafioso, la tratta di esseri umani, alla riduzione in schiavitù, il sequestro di persona e il traffico di droga.
Gli arresti sono stati effettuati in Veneto, Lombardia, Piemonte, Lazio e Campania.
Anche in Olanda è stata individuata una cellula che facilitava l'arrivo di minori, sia di sesso maschile, sia femminile, dalla Nigeria e che poi li indirizzava verso l'Italia ai fini dello sfruttamento della prostituzione e dello spaccio di droga.
In Nigeria sono stati arrestati un funzionario della polizia locale e la responsabile di un orfanotrofio per aver favorito il prelievo di un minore destinato alle adozioni internazionali. Le donne dedite a questa attività erano domiciliate in Italia.
Ci si domanda se questa imponente operazione avrà un riflesso sull'intensità della prostituzione nigeriana lungo le strade italiane e se lascerà spazio ad altre associazioni criminali, finora rimaste nell'ombra, con diverse modalità di azione.

Fonte: Adnkronos


domenica 13 gennaio 2008

Un'altra rete cinese

Un poliziotto di quartiere ha scoperto, grazie alle confidenze delle vicine, una casa di appuntamenti. E' successo a Lugo, in provincia di Ravenna. L'affittuario dell'appartamento, irreperibile, è un cinese di 44 anni, che farebbe parte di una rete con base a Milano che gestisce la prostituzione nel nord Italia. E' infatti indagato anche per case d'appuntamento scoperte a Corneliano d'Alba (Cuneo), Como, Correggio (Reggio Emilia) e Carpi (Modena).

Fonte: The Instablog

La scoperta, in provincia di Ravenna, di una casa di appuntamenti con ragazze cinesi fa emergere, anche in provincia di Como, il fenomeno della prostituzione delle giovani donne orientali. L'uomo che aveva affittato l'appartamento di Lugo, infatti, un cinese di 44 anni residente nel Milanese e al momento irreperibile, è indagato anche nella nostra città per il reato di favoreggiamento della prostituzione. Secondo la polizia, l'uomo farebbe parte di una rete con base a Milano capace di gestire in maniera capillare nel Nord Italia il business delle prostitute orientali.

Fonte: Corriere di Como