lunedì 12 novembre 2007

CCNL per lavoratori domestici: un commento

Dal 1° marzo 2007 è in vigore il contratto collettivo nazionale per lavoratori domestici. Per la prima volta è stato considerato il profilo della badante, persona non formata addetta all'assistenza di individui non autosufficienti (categoria C super). Le badanti, qualora in possesso di qualsiasi diploma conseguito in Italia o all'estero, sono considerate formate e quindi il livello di retribuzione ascende alla categoria D super, il più alto.

Nel CCNL è prevista la possibilità, da parte del datore di lavoro, di assumere due lavoratori che assumano in solido l'adempimento di un'unica obbligazione lavorativa. Sarebbe opportuno, a fronte delle esigenze espresse da numerose donne straniere che cercano impiego nel nostro paese come collaboratrici familiari (addette alle pulizie), prevedere anche la possibilità di vincolare più datori di lavoro ad un'unica lavoratrice. Spesso, infatti, la necessità delle immigrate di lavorare intensamente (caratteristica insita nel progetto migratorio della maggior parte degli individui) si scontra con la mansione, che per una famiglia può essere svolta in un tempo breve (poche ore al giorno e non tutti i giorni). Tale esigenza è stata "aggravata" dalla previsione, nel CCNL, di un massimo di 40 ore settimanali per lavoratori domestici non conviventi, invece delle precedenti 44 ore.

Si evidenzia, infine, un difetto di garanzia del lavoratore dovuto alla possibilità di licenziamento senza giusta causa, con un preavviso che va appena dagli 8 ai 30 giorni (per i rapporti di lavoro entro le 25 ore settimanali, 8 giorni se l'anzianità presso lo stesso datore di lavoro è inferiore a 2 anni e 15 se è superiore; per i rapporti di lavoro oltre le 25 ore settimanali 15 giorni se l'anzianità presso lo stesso datore è inferiore a 5 anni e 30 se è superiore).


venerdì 9 novembre 2007

Roma: ambulatorio per immigrate

Al Policlinico Umberto I di Roma è aperto un ambulatorio di ginecologia e ostetricia per immigrate. A farne uso sono soprattutto cittadine cinesi (l'80%), indicazione della naturale predisposizione di questa porzione di popolazione immigrata a fruire del servizio sanitario nazionale, a dispetto della diffusione degli ambulatori clandestini cinesi. Al Policlinico di Roma è presente, in particolare, una ragazza cinese che si sta laureando in Medicina ed assiste il Dottor Francesco Rech, Direttore dell'ambulatorio. La necessità di una mediatrice culturale cinese appositamete formata emerge soprattutto quando la laureanda è assente e la comunicazione con le donne cinesi diventa complessa. L'importanza della struttura ha raggiunto livelli tali da portare una delegazione dell'Hubei Provincial Goverment ad incontrarsi con i vertici dell'ambulatorio.

Il centro è nato su richiesta della Caritas, che già forniva un servizio sanitario per immigrati e che è stata sfrattata dagli immobili che occupava. Oggi la Caritas ha ripreso la sua attività, ma l'ambulatorio ha continuato a funzionare. Per garantire un servizio di qualità, la struttura è in funzione solo il lunedì e il martedì mattina, per una totale di circa 10 visite giornaliere. L'interesse delle donne non è solo direttamente collegato al loro stato di salute, ma anche a questione burocratiche, quali l'ottenimento del certificato di gravidanza per ottenere il permesso di soggiorno.

Fonte: Redattore sociale

Un giudice monocratico per la convalida delle espulsioni

Mentre il decreto legge 181/2007 è in esame alla commissione Affari costituzioni del Senato (vi rimarrà fino al 15 novembre per la conversione in legge), il Ministro dell'interno Amato ha riconosciuto l'importanza della convalida dell'espulsione da parte di un giudice monocratico piuttosto che dal giudice di pace. Il procedimento, dunque, torna ad essere quello in uso prima del 2004, quando il Ministro della giustizia aveva promosso questa semplificazione.

Fonte: Redattore Sociale

giovedì 8 novembre 2007

Osservazioni sul decreto legge del 1 novembre 2007 n° 181

Il decreto legge sulla sicurezza urbana "estende anche ai pericoli per la 'sicurezza urbana' la facoltà del sindaco di adottare provvedimenti contingibili e urgenti, facoltà oggi prevista solo per eliminare gravi pericoli all’incolumità pubblica".
Risulterà opportuno, in sede parlamentare, specificare il significato di 'sicurezza urbana'.
Inoltre, è bene ricordare che il potere del sindaco di emettere ordinanze rimane un provvedimento temporaneo, proprio in quanto dettato da condizioni "contingibili e urgenti" (art. 54, comma 2 del d. lgs. 267/2000). Dunque è chiaro che il ddl non fa altro che posticipare la necessità di affrontare la percezione, ormai costante, di insicurezza della cittadinanza.

"La riforma attribuisce al prefetto il potere di allontanamento dal territorio nazionale di cittadini comunitari, sulla base della direttiva UE, per motivi di pubblica sicurezza". Nello specifico, "i motivi di pubblica sicurezza sono imperativi, come prevede la normativa europea, quando il comportamento del comunitario compromette la dignità umana o i diritti fondamentali della persona, oppure compromette l’incolumità pubblica rendendo la sua permanenza sul territorio nazionale incompatibile con l’ordinaria convivenza".
I venditori ambulanti, le donne dedite alla prostituzione e, in generale, tutti coloro che svolgono un lavoro irregolare sono interessati da questo provvedimento? Compromettono l'ordinaria convivenza?
Inoltre, come si intende regolare la disomogeneità che sul territorio italiano si verificherebbe a causa dei differenti comportamenti dei tanti prefetti? E quali potrebbero essere le conseguenze di tale disomogeneità?

"Un cittadino straniero comunitario può essere allontanato se viene individuato sul territorio nazionale sprovvisto di mezzi legali di sostentamento da oltre tre mesi (...) in questo caso l’allontanamento non comporta il divieto di reingresso".
Si tratta di una regola stabilita dal trattato di Schengen. Il Governo italiano propone, invece, di inasprire tale regola nel senso che "il destinatario del provvedimento debba consegnare al Consolato italiano nello Stato Ue di nazionalità un’attestazione di ottemperanza all’allontanamento. L’inosservanza comporta la sanzione, a carico del cittadino Ue individuato sul territorio nazionale, dell’arresto da uno a sei mesi e di una ammenda da 200 a 2.000 euro".
Si può parlare di violazione delle norme europee?
Il Ministro dell'interno Amato, inoltre, "ha detto di star facendo istruire la questione dai suoi uffici per valutare se non sia possibile prevedere che, in assenza di una data certa di ingresso definita a carico di chi entra, si possa presumere che il soggetto sia nel Paese da più di tre mesi e, in tal caso, in assenza di mezzi leciti di sussistenza, lo si possa allontanare.

"In caso di occupazione abusiva di luogo pubblico si prevede che il sindaco (o il prefetto per le strade extraurbane) possa disporre l’immediato ripristino dello stato dei luoghi a spese degli occupanti e la chiusura dell’esercizio fino all’adempimento dell’ordine. Lo stesso vale per l’esercente che non adempie agli obblighi di pulizia e decoro degli spazi antistanti l’esercizio".
Non è rischioso lasciare al sindaco la possibilità di discernere i casi di occupazione abusiva? Gli emarginati che vivono in strada occupano abusivamente i luoghi pubblici?


Fonti: Presidenza del Consiglio dei Ministri, Osservatorio sulla legalità, Overlex


martedì 6 novembre 2007

Protezione per donne straniere vittime di violenze familiari

Dopo il recente provvedimento che prevede esplicitamente il percorso di protezione sociale per le vittime di sfruttamento lavorativo, si allarga ulteriormente lo spettro di beneficiari del permesso di soggiorno per motivi umanitari. Il disegno di legge contenente "Disposizioni in materia di sicurezza urbana", prevede che "[l]e donne straniere che denunciano violenze familiari – o vittime di violenze familiari sulle quali è in corso un’indagine – possono ricevere dal questore un permesso di soggiorno per motivi protezione umanitaria. Il permesso di soggiorno è legato a un percorso di integrazione che non lascia sola la donna vittima di violenze".

domenica 4 novembre 2007

Scoperti 59 appartamenti gestiti da una donna cinese

La polizia di Verbania ha condotto all'arresto una donna cinese di 47 anni, Sun Huamei, con l'accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. A lei è stato ricondotto un circuito di 59 appartamenti localizzati in tutta Italia, con una concentrazione nel Verbano-Cusio-Ossola. Più precisamente gli immobili erano situati a Verbania Intra, Verbania Fondotoce, Verbania Pallanza, Baveno, Omegna, Ciriggio di Omegna, Stresa, Cornavasso, Carciano di Stresa, Crusinallo di Omegna, Arona, Gravellona Toce; altri 45 erano disseminati a Bologna, Valdagno, Bergamo, Lecco, Sondrio, Varese, Lodi, Parma, Messina, Milano, Vicenza, Pescara, Biella, Cesena, Oristano, Mantova, Nogara (Verona), Ferrara, Castelfranco Veneto, Carpi, Vercelli, Legnano, Cuneo, Grosseto, Rovigo, Vigevano, Gonzaga, Ravenna, Cremona, Busto Arsizio, Gallarate, Forlì, Piacenza, Savona e Ancona.

La donna, originaria di Tianjin, una municipalità a est di Beijing, era residente nel quartiere di via Paolo Sarpi e,
con la promessa di un lavoro regolare, reclutava cittadine cinesi tra i 20 e i 45 anni provenienti dal Liaoning. Secondo gli inquirenti, Sun Huamei avrebbe assunto a Milano un ruolo chiave anche nella gestione di migranti cinesi avviati al lavoro nero.

I guadagni delle case, sempre in base alle valutazioni degli inquirenti, si sarebbero aggirati intorno ai 6000-8000 euro al mese ciascuna.

Fonte: LibertàOnLine

sabato 3 novembre 2007

Giovani criminali cinesi

In questo articolo Daniele Cologna fornisce alcuni elementi per distinguere le sfumature con cui la criminalità cinese si manifesta in Italia e ribadisce come alcune forme di violenza all'interno della comunità cinese di via Paolo Sarpi sia il risultato della mancata integrazione dei giovani che si riuniscono alla propria famiglia dopo aver terminato la scuola dell'obbligo in Cina; essi subiscono "il doppio trauma della separazione dai genitori, protrattasi per anni nel corso della prima infanzia, e quello dell'abbandono dei nonni e della sua cerchia di amici nel corso della prima adolescenza".

Le donne cinesi, a causa dell'intenso lavoro a cui si sottopongono, continuano ancora oggi a mandare i propri figli in Cina nei primi mesi di vita, lasciandoli crescere dai nonni o dagli zii fino a 13-14 anni.

I culti segreti nigeriani - parte II

In Italia fino alla fine degli anni '90 i culti segreti hanno operato a Napoli e Verona. Pur dedicandosi ad attività criminose, non risultavano essere particolarmente violenti. L'azione della polizia ha portato all'estinzione di questi gruppi, per favorire l'ingresso nella realtà criminale di culti più violenti. Si tratta, in particolare, dei Black Axe (conosciuti in Nigeria come Neo Blak Movement of Africa, nati alla fine degli anni '70 all'Università di Benin City con l'obiettivo di promuovere una consapevolezza politica 'nera') e degli Eiye. A partire dal 2000 i culti si sono moltiplicati e la polizia è arrivata a registrare gruppi come i Bucaneers, i Vikings, gli Amazons e la Ku Klux Clan Confraternity, tutti con base in Nigeria.


La struttura dei culti è piramidale; ognuno è guidato da un capo nazionale; vi sono, poi, i consigli degli anziani ed emergono figure chiave come i direttori operativi, in particolare i butchers e i picchiatori; tutti, all'interno della setta, acquisiscono l'identità di lord. Il collante dei culti è rappresentato dal fideismo superstizioso alimentato dal woodoo e dai riti iniziatici tribali (i membri vengono marchiati con un ferro sulla pelle in segno di sottomissione); i simboli magico-religiosi tornano in ogni aspetto della vita di gruppo: nel saluto, nella parola d'ordine, nei segni distintivi (berretti neri per i Black Axe e sciarpe azzurre per gli Eiye). L'infrazione delle regole dettate dai ranghi alti dell'organizzazione (compresa l'omertà e il pagamento di un quota d'iscrizione) viene punita con violenti pestaggi.


Tra i culti il rapporto può essere collaborativo, se si decide di diversificare le attività criminali e si fa riferimento a uno particolarmente specializzato o se sussistono legami personali tra i membri di gruppi diversi, oppure conflittuale, se due gruppi, o due individui, si contendono i proventi di una certa attività. Rispetto alla criminalità nigeriana classica, le sette segrete da una parte acuiscono l'allarme sociale coi loro metodi violenti, dall'altra attirano l'attenzione delle forze dell'ordine, permettendo alla prima di agire indisturbata secondo i discreti metodi tradizionali.


Oltre al traffico di droga e alle truffe finanziarie, i culti ottengono gran parte dei proventi attraverso lo sfruttamento della prostituzione. Come è noto, tale attività risulta interamente gestita dalle maman, che possono essere compagne di malviventi comuni, o di cultisti o membri esse stesse dei culti segreti: i piani di appartenenza, dunque, non sono ben definiti e il ruolo delle sette può assumere connotati diversi. A volte i cultisti, su commissione delle maman, assumono la funzione di infliggere punizioni corporali alle ragazze che non sottostanno al sistema. Altre volte, spinti dalla relazione affettiva con le ragazze che si prostituiscono, diventano taglieggiatori delle maman. A questo proposito, è stato rilevato uno spostamento delle maman dall'Italia alla Norvegia, fenomeno che, pur rimanendo inesplicato, induce a ipotizzare il tentativo di eludere il disturbo dei culti su questa attività.


Il fenomeno dei culti segreti nigeriani, soprattutto in rapporto allo sfruttamento della prostituzione, richiede ancora attente osservazioni. Un punto di vista privilegiato sulla criminalità nigeriana può essere considerato Echo News, mensile della comunità nigeriana in Italia.


Bologna: scoperto giro di prostituzione gestito da cinesi

"Un giro di prostituzione, interamente gestito ed esercitato da cittadine cinesi ma con clientela italiana, è stato scoperto dalla polizia di Bologna al termine di un'indagine coordinata dal Pm Stefano Orsi. Individuate 9 case d'appuntamento, indagate quattro donne e oltre 9.000 euro sequestrati.

A gestire l'intero giro di affari era una donna cinese di 54 anni, regolare sul territorio italiano, che è finita in manette con l'accusa di sfruttamento della prostituzione. L'arresto è avvenuto in flagranza, dopo un blitz nella sua abitazione di via Carracci, alla Croce di Casalecchio di Reno. Sono, invece, 11 le ragazze tutte clandestine, che venivano sfruttate e costrette a prostituirsi. Di queste, 3 sono state arrestate per inosservanza del decreto di espulsione, altre 3 sono state trasferite al Cpt, una denunciata per violazione delle norme sull'immigrazione e le altre espulse.

Le perquisizioni degli uomini della Questura hanno interessato tutta la città. Nei 9 appartamenti, uno per ogni quartiere del capoluogo, affittati per accogliere i clienti, gli agenti hanno sequestrato denaro contante per un totale di 9.170 euro, materiale pornografico, profilattici e numerosi telefoni cellulari".

Fonte: Bologna 2000

giovedì 1 novembre 2007

Bisceglie: cinese e giapponese insieme in appartamento

Per la prima volta viene registrata la presenza congiunta in appartamento di una cittadina cinese, 34enne, e di una giapponese, 45enne, dedite alla prostituzione. La casa a luci rosse è stata scoperta durante un'indagine dei carabinieri di Bisceglie, in provincia di Bari. Entrambe le donne sono risultate clandestine, elemento che lascia pensare alla presenza di un intermediario nel contratto di locazione e, probabilmente, di uno sfruttatore. La comunità cinese si è sempre caratterizzata per la tendenziale chiusura verso l'esterno. Una prima frattura si è già avuta con l'apertura della realtà prostitutiva alla clientela italiana; ora anche il sistema di reclutamento pare lasciare degli spazi a nuove soluzioni.

Fonte: Bisceglielive.it